Casa famiglia “Villa Glori” (dalla prima pietra in poi….)

Il 5 marzo 2012, nel villaggio di Mafuiane,  è stata posta la prima pietra della casa famiglia “Villa Glori”. E’ stata davvero una grande festa!

Grazie all’amicizia e alla collaborazione degli amici di Villa Glori di Roma (struttura della Caritas diocesana), che si sono dedicati alla raccolta di fondi con entusiasmo e impegno, il sogno è divenuto realtà: è stata avviata la costruzione della casa di accoglienza per ragazze madri sieropositive e per i loro bambini.

Isac Moamba, il nostro capo mastro, aveva già preparato il terreno, tagliando l’erba e creando un piano livellato, e aveva già  tracciato il solco per le fondamenta. I bambini, con i loro canti gioiosi e i loro grembiulini colorati, hanno creato un clima di festosa allegria. Don Gianpiero della Parrocchia di San Frumenzio in Mafuiane ha spiegato alla comunità e ai bambini a chi sarà destinata la casa famiglia, e perché si sarebbe chiamata Villa Glori, sottolineando il forte legame di solidarietà e  di amicizia con gli amici della casa romana,  e dopo la lettura di un passo delle scritture ha benedetto il luogo ove sorgerà la casa e  tutte le persone presenti.

La patologia dell’AIDS, che si calcola colpisca nel Mozambico il 12,5% della popolazione (e che ogni giorno determina 500 nuovi contagi!) molto spesso è accompagnata da precarie condizioni economiche, con inevitabili conseguenze per chi soffre di questa patologia che solo in casi sporadici ha accesso ai trattamenti antiretrovirali (non più del 3% dei casi).

L’avvio della casa  famiglia “Villa Glori” ovviamente non risolve i problemi dell’HIV nella comunità, ma si pone nell’ottica di favorire un percorso di solidarietà  all’interno della stessa e di affrontare alcune urgenze e situazioni critiche.

Il lavoro per la costruzione della casa ha unito idealmente per oltre tre anni “generazioni” di operai molto particolari partiti appositamente dall’Italia: impiegati, studenti, avvocati, dirigenti pubblici, sacerdoti che mai avrebbero pensato di fare i carpentieri (e lo hanno fatto anche bene a quanto pare!).

Il lavoro è stato, finalmente, terminato con una grande festa per la sua inaugurazione il 3 settembre 2015, alla presenza di don Gianpiero Palmieri e del responsabile della Casa Famiglia Villa Glori di Roma, Massimo Raimondi (leggi su questo avvenimento la testimonianza dello stesso Massimo “Finalmente si è realizzato un sogno. Il cuore grande dei nostri poveri”, nel nostro giornale di news “Lhuvuka Mafuiane”, a pag.2 ).

Proprio per sottolineare il vincolo affettivo e solidale con gli amici di Villa Glori di Roma si è deciso di chiamare la casa famiglia di Mafuiane “Villa Glori” (anche se i bambini del luogo, poco avvezzi al latino, la chiamano… Villa Gloria!)

Lo spazio in cui sorge la casa famiglia è accanto all’escolinha (scuola materna) di Mafuiane, davanti alla vivenda (la missione) ed alla casa delle suore. Si compone di tre abitazioni, di una cucina e di servizi.

Al momento, Villa Glori di Mafuiane  accoglie una famiglia  del villaggio in difficoltà, formata dal  padre,  dalla madre – ammalata – e  da cinque bambini, di cui tre gemellini nati  sottopeso nel luglio del 2015.

E’ ora importante continuare a lavorare con amore e impegno perché le mamme e i loro bambini non solo abbiano una casa, ma  si sentano accolte e amate.

E’ possibile sostenere “Villa Glori”, i lavori di manutenzione e le spese per il sostegno dei suoi ospiti effettuando una donazione.